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Napoli, la città sotterranea: seconda parte.

By admin | giugno 2, 2008

In questa sterminata Valle dei morti, troviamo anche le catacombe d S. Gennaro, nate tra il III e il IV secolo avanti Cristo. Esse divennero cimitero dopo la sepoltura del Vescovo Agrippino, ma poi nel V secolo con il trasferimento delle spoglie del martire furono consacrate a S. Gennaro.

All’ interno di queste catacombe sono state ritrovate delle rapprsentazioni pagane, come un vistoso Priapo. Non lontane da queste, troviamo le catacombe che si svilupparono intorno alla tomba di S. Gaudioso, al quale si accede all’ interno della chiesa di S. Maria della Sanità. Qui troviamo teschi incastrati nelle pareti e lucubri affrschi che conducono fino alle famose nicchie dette cantarelle.

Passeggiando ancora, andando verso il mare, sguendo la linea di costa verso nord, arriviamo alla Crypta Neapolitana. La leggenda vuole che sia stato Virgilio in veste di mago ad aprire il foro nella collina di Posillipo. Tale frotta risale al 37 a. Cristo ed è opera dell’ architetto Lucio Cocceo. All’ interno vi troviamo un tempio dedicato al Dio Mithra, sede per diversi anni di culti orgiastici.

Di ciò è rimasto qualcosa, sopravvissuto fino a qualche anno fà, dove davanti alla crypta si celebrava la vivace e intensa festa di Piedigrotta, che durava diversi giorni e notti. Da una collina all’ altra arriviamo alla cava di Poggioreale, dove è stata ritrovata una parete ricca di graffiti con segni molto misteriosi.

Nella stessa zona esistono molte altre cavità piene di mistero; come la leggenda popolare che vuole che il generale di Giustiniano, Belisario, abbia nascosco le sue truppe vincendo l’ assedio della città nel 537. Nella stessa caverna si sarebbe accampato nel 1527 l’ esercito francese a comando Odetto detto de Foix Visconte di Lautec, per questo poi la collina verrà chiamata dai Napoletani Monte Lotrecco,  fino al secolo scorso.

E qui fù seppellito questo condottiero con tutto il tesoro che i francesi avevano appresso. Tornando nei vicoli del centro antico troviamo la chiesa di S. Paolo Maggiore, all’ interno della quale scendendo 150 gradini scavati durante la guerra, quando anche questa cavità fù adibita a rifugio antiaereo, ci troviamo negli ambienti dell’ acquedotto Augusteo attraversando poi cunicoli e cisterne.

A poca distanza si trova la basilica di S. Lorenzo, dove basta scendere pochi metri per trovare una stratificazione che va dal muro greco del IV secolo alle botteghe romane, agli edifici medioevali, tutto costruito uno sull’ altro fino ad arrivare ai giorni nostri.

Ancora nella zona dei quartieri Spagnoli, scendedo una stretta scala a chiocciola, che da una bottega di via S. Anna di Palazzo 52, conduce a 35 mt nel sottosuolo,  dove troviamo antichi acquedotti e delle interessanti stanze dei graffiti.

Alla prossima!

p.s. per chi non ha letto dall’ inzio:
Prefazione: viaggio nei segreti e nei misteri della Napoli più nascota tra leggende e magie.
Napoli, la città sotterranea: prima parte.

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One Response to “Napoli, la città sotterranea: seconda parte.”

  1. Napoli: culti e misteri provenienti dall' oriente. | Napoli: Arte, Cultura e Bellezza. Says:
    giugno 3rd, 2008 at 17:46

    [...] Napoli, la città sotterranea: seconda parte. [...]

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