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Virgilio Mago
By admin | luglio 10, 2008
Virgilio veniva da lontano, probabilmente dal nord, egli era giovane e bello, ma camminava con la testa curva, mormorando certe parole che nessuno capiva. Abitava sulla sponda del mare, sul colle di Posillipo, ma passeggiava ogni giorno nelle campagne che vanno da Baia a Cuma.
Egli fù definito Mago, poichè molti furono i miracoli da lui compiuti. A quel tempo Parthenope era molestata da molte mosche, che si moltiplicavano sempre di più, dando fastidio agli abitanti, facendoli fuggire. Virgilio per rimediare a ciò, fece costruire una mosca d’ oro e dandogli vita pronunciando delle parole magiche, essa volando di quà e di là fece morire tutte le mosche che incontrava.
Ancora, le molte paludi che si trovavano nella città, erano dannose, poichè i fumi che esalavano guastavano l’ aria producendo febbri, pestilenze. Virgilio asciugò le paludi, dove fece sorgere giardini, case, e l’ aria divenne molto pura.
Così giovandosi del suo potere, un giorno salì sopra una collina e chiamò ai suoi ordini i venti ed ordinò al Favonio, che soffiava caldissimo nella città, nel mese di Aprile, bruciando piante e fiori, di cambiare direzione. E così avvenne, e la flora primaverile crebbe più bella e rigogliosa.
Nel quartiere che noi chiamiamo Pendino, si annidava un gradissimo serpente, che aveva seminato già tante vittime tra bambini e fanciulle, e quando si cercava di catturarlo esso spariva. Così Virgilio, avvicinandosi al nascondiglio del serpente, pronunciando le sue formule magiche lo uccise.
Quando un morbo potente invase la razza dei cavalli, Virgilio fece fondere un cavallo di bronzo, gli trasmise il suo magico potere, e così ogni cavallo condotto a fare tre giri intorno a quello di bronzo, guariva.
Alcuni pescatori della spiaggia napoletana erano disperati per la scarsa pesca e così si rivolsero a Virgilio. Egli lì accontentò facendo scolpire in una grossa pietra un piccolo pesce, pronunciado delle parole magiche e mettendo la pietra in quel punto, il mare fù sempre ricco di pesci.
Virgilio, fece mettere sulla porta di Parthenope, due teste augurali ed incantate, una che rideva e l’ altra che piangeva: così chè. colui che passava sotto la porta dove la testa rideva nè traeva buon augurio per i suoi affari ed il contrario, coluti che passava sotto la testa piangente.
Virgilio fece costruire in poche notti la grotta di Pozzuoli, per facilitare il viaggio di quella gente che veniva in città.
Egli fece sorgere un orto di erbe salutari per curare le ferite e tante malattie.
Insegnò ai giovani il gioco delle melarance e delle piastrelle.
Fù Virglio che di notte incantò le acque della spiaggia Platamonia e di quella dI Pozzuoli, dando loro il potere di guarire ogni malattia; fù Virgilio che applicando certi suoi rimedi e pronunciando gli scongiuri sanò molti ammalati; fù Virgilio che volendo salvare la compagna del suo discepolo Albino, svelò il mistero dell’ Antro Cumano dove i sacerdoti ingannavano il popolo con responsi falsi prodotti da una combinazione naturale di suoni.
Virgilio fù motlo amato, rispettato, adorato come un Dio, poichè rivolse la sua magia sempre a vantaggio dell’ uomo e della città. Non si sa nè dove e nè quando morì, ma anche lui come Parthenope non muore.
Il Virgilio Mago non è altro che il Virgilio poeta che con le sue lunghe passeggiate nelle campagne dei Campi Flegrei, dove fantasticava dell’ Averno, acquista il suo amore profondo per la natura, per i prati verdeggianti, per i boschi oscui e silenziosi dove l’ anima si calma e si assopisce nella pace.>
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